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Bologna è da sempre una città poliedrica, che ama la libertà e comunque aperta al dibattito, all’innovazione e alla sperimentazione. Il jazz, nuova musica del XX secolo, rappresenta il trionfo della libertà e della fantasia. Ciò spiega perché ha trovato in passato, e trova tuttora in Bologna, un terreno fertilissimo di musicisti e appassionati. A partire dalle numerose cantine, dove si sono formati tanti jazzisti di fama nazionale e mondiale e dove hanno suonato tutti i grandi del jazz transitati nei gloriosi anni ’60 e ’70 del Festival Internazionale. Bologna Città della Musica, Città del Jazz. Un amore corrisposto.
_ Nardo Giardina

Sotto al portico di via Rizzoli, vicino alla Standa, battevi il piede sul lucernaio per tre volte e ti si apriva la porta del paradiso del Jazz. Allora entravi e scendevi nella Cantina di Lou White (Lo Bianco, il dentista–batterista) e ci trovavi Chet Baker che provava, Alan Bacon che ci viveva, Renè Thomas e Bobby Jaspar che suonavano e, qualche volta, Thelonious, Mingus, Art Blakey e tanti altri... insomma, tra fumo, note e armonie, potevi vivere nell'atmosfera dell'incubatrice del Jazz Bolognese.
_ Checco Coniglio

Questa Accensione è dedicata alla famosa cantina del Professor Francesco Lo Bianco, che tante pagine ha scritto nella storia del jazz modernista a Bologna, dal 1960 al 1965. Tra tutte le altre storiche cantine che hanno aperto e chiuso i battenti, non possiamo di certo dimenticare quella della Doctor Dixie Jazz Band, la band più longeva del mondo, tuttora in attività in via Cesare Battisti 7/b dopo ben 55 anni.

Selezione musicale a cura di Gigi Cremonini. Racconti di Francesco Lo Bianco, Gigi Cremonini, Vito Vella.