Il percorso di My Main Man comincia in modo inatteso nel 2007, mentre gli ideatori del progetto lavoravano a Bologna RiSuona, un’iniziativa realizzata per il primo anniversario del conferimento a Bologna del titolo Unesco di Città della Musica: una serie di installazioni sonore nascoste tra le vie della città ripercorrevano e celebravano i tratti più salienti della storia musicale transitata dentro le mura. Tra questi, indubbiamente, il jazz.
Inizia così la scoperta di un piccolo grande universo, dall’ascolto di coloro che avevano vissuto l’epoca d’oro del Festival Internazionale del Jazz di Bologna, quello tra il 1958 e il 1975, quando la città poteva a buon diritto proclamarsi una delle grandi capitali del jazz europeo. L’esigenza e l’entusiasmo di raccontare una storia, e la comprensione di un’effettiva lacuna narrativa si sono rapidamente trasformate nella promessa di trasporre al più presto quel patrimonio in video, prima che andasse disperso, dimenticato.
Un appassionato lavoro documentale e di produzione ha unito persone e istituzioni per rincorrere nello spazio e nel tempo, restituendoli alla memoria, i personaggi e gli aneddoti al limite della leggenda ruotati attorno all’indimenticato festival di Alberto Alberti e Cicci Foresti. Dopo più di due anni, vede dunque luce un film su uno dei periodi più ricchi e importanti della storia della musica moderna.
La ricerca di filmati d’epoca ha portato immediatamente alla collaborazione con la direzione degli archivi centrali di Rai Teche, dove era conservato un tesoro di documenti originali mai, o raramente, resi pubblici. Materiali filmici che ritraggono i più importanti nomi del jazz mondiale, transitati a Bologna per il festival e lì spesso rimasti oltre al semplice soggiorno, grazie al feeling che vi avevano trovato. Il forte valore del materiale d’archivio ha chiaramente spinto la produzione ad ampliare l’orizzonte del documentario. Inseguendo le tracce della storia anche a New York, sono nate esclusive interviste a musicisti – tra cui alcune vere e proprie leggende del jazz come Lou Donaldson, Benny Golson e Gato Barbieri –, agli organizzatori di oggi e agli impresari di ieri – su tutti l’indimenticabile George Wein, fondatore dello storico Festival di Newport.
Interamente ideato dall’Associazione Culturale Bottega Bologna e realizzato in stretta collaborazione con la direzione del Bologna Jazz Festival, il documentario viene presentato in anteprima nazionale per l’edizione 2009, grazie al supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna e il fondamentale contributo della Regione Emilia-Romagna.
Uno sguardo giovane e non specialistico ha osservato con rigore e riguardo passato e presente, ricombinandoli in un film, jazz nei contenuti e nella forma. Un diario di appunti, che racconta una storia di tanti, di passioni e socialità autentiche, mentre riannoda la storia di una città che riscopre sé stessa attraverso la propria tradizione.